Tra foreste millenarie e silenzio monastico: un viaggio all'Eremo di Camaldoli e al Santuario della Verna, i due cuori spirituali del Casentino.
Camaldoli e La Verna: i due cuori sacri del Casentino
Nel cuore del Casentino, tra le foreste che salgono dolcemente verso il crinale appenninico, si custodiscono due luoghi che per secoli hanno attratto pellegrini, eremiti e viaggiatori in cerca di silenzio: l'Eremo e il Monastero di Camaldoli e il Santuario della Verna. Partire da Borgo Tramonte per raggiungerli significa attraversare lo stesso paesaggio di boschi e valli che da mille anni accompagna chi cerca qui qualcosa di più profondo di un semplice panorama.
Camaldoli, il silenzio di San Romualdo
La storia di Camaldoli inizia intorno al 1012, quando il monaco Romualdo da Ravenna, colpito dalla bellezza solitaria della foresta, ottenne dal vescovo di Arezzo Tedaldo l'autorizzazione a fondare un eremo in una radura non lontana dal crinale appenninico. L'Eremo fu consacrato nel 1027; nel 1080 l'ospizio ai piedi del monte divenne Monastero, dando origine ai due volti che ancora oggi convivono a Camaldoli: il Sacro Eremo, più in alto, cuore contemplativo della vita monastica, e il Monastero, luogo di accoglienza per pellegrini e viaggiatori.
Da questa comunità nacque l'ordine camaldolese. Nel Monastero si conserva ancora una farmacia storica che risale al 1543, accanto a una chiesa barocca impreziosita da opere di Giorgio Vasari. Ma l'eredità più sorprendente di Camaldoli è forse quella scritta nel bosco stesso: già entro il 1080 il priore Rodolfo codificò le prime regole di gestione forestale, e nel 1520 la tipografia del monastero pubblicò la Regola della vita eremitica. Per secoli i monaci furono custodi attenti del patrimonio boschivo, tanto che dal Cinquecento la produzione di legname — in particolare di abete bianco, apprezzato per il suo valore economico quanto per il suo significato simbolico nella meditazione — divenne parte integrante della vita del monastero. Oggi, nella foresta che li circonda, si trovano un punto informazioni del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e il museo ornitologico che ospita la collezione Biggeri.
La Verna, il monte donato a Francesco
Verso il crinale che guarda la Romagna si erge il Monte Penna, una rupe calcarea che nel maggio 1213 il conte Orlando Cattani di Chiusi in Casentino, colpito dalla predicazione di Francesco d'Assisi, donò interamente al futuro santo. La prima cappella, quella di Santa Maria degli Angeli, sorse a partire dal 1216 e fu ampliata fino al 1260; ma è il 17 settembre 1224 la data che rese La Verna uno dei luoghi più venerati della cristianità: qui Francesco ricevette le stimmate, e la Cappella delle Stimmate, edificata intorno al 1263, ne custodisce ancora oggi la memoria, insieme al Corridoio delle Stimmate, realizzato tra il 1578 e il 1582.
Nel 1432 papa Eugenio IV affidò il santuario ai Frati Minori Osservanti, sotto il patronato dell'Arte della Lana fiorentina, mentre la grande Basilica, costruita tra il 1348 e il 1509, fu elevata a basilica minore nell'agosto 1921. Il convento custodisce quella che viene descritta come la più grande concentrazione esistente di opere dei Della Robbia, un patrimonio artistico che dialoga con la spiritualità del luogo quanto la foresta di faggi e abeti bianchi che circonda il santuario, rimasta pressoché intatta grazie a circa otto secoli di custodia francescana. Non stupisce che un'antica iscrizione reciti: «Non est in toto sanctior orbe mons» — non c'è al mondo monte più santo.
Il comune di Chiusi della Verna, che ospita il santuario, è il più alto della Toscana, a 954 metri di quota; la Basilica stessa sorge a 1.128 metri, sulla rupe del Monte Penna.
Un unico cammino tra due foreste sacre
Camaldoli e La Verna appartengono entrambi al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, che custodisce anche le faggete vetuste di Sasso Fratino, riconosciute Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Non a caso il Parco propone escursioni che uniscono i due santuari attraverso il bosco secolare, passando per radure come la Cavalla Pazza, rifugio di cervi, caprioli, lupi e gatti selvatici, fino ai grandi faggi e ai massi muschiati della Macchia delle Ghiacciaia, ai piedi della Verna.
Per chi soggiorna a Borgo Tramonte, dedicare una giornata a Camaldoli e una a La Verna significa scoprire due modi diversi di abitare lo stesso silenzio: la vita comune e il lavoro della terra da un lato, la contemplazione della roccia e del cielo dall'altro. Due luoghi che, insieme, raccontano meglio di ogni guida cosa significhi, in Casentino, cercare l'essenziale.
<!-- sources: https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_della_Verna, https://it.wikipedia.org/wiki/Chiusi_della_Verna, https://en.wikipedia.org/wiki/Camaldoli, https://www.parcoforestecasentinesi.it, https://www.parcoforestecasentinesi.it/en/multimedia/interactive-map/place-to-visit/la-verna, https://www.parcoforestecasentinesi.it/it/event/camaldoli-e-la-verna, https://www.parcoforestecasentinesi.it/en/multimedia/interactive-map/place-to-visit/camaldoli-e-il-sacro-eremo -->



